Sta per arrivare il freddo , la neve e per molti appassionati della montagna e dello sciare la voglia di farsi una bella settimana bianca . Allora come prepararsi al meglio?

Lo sci è uno sport che mette a dura prova ginocchia e caviglie, e chi lo pratica lo sa bene.

Tra gli eventi traumatici più frequenti ci sono le distorsioni e quelli più gravi come la rottura dei legamenti: quelli, per capire meglio, che sono provocati da movimenti di torsione interna o esterna del ginocchio allorquando il piede e la gamba fanno perno, come bloccati e si produce un movimento di rotazione del ginocchio.

Il ginocchio è una delle articolazioni più complesse del nostro organismo. Funziona nel rispetto di sofisticate leggi di anatomia e di biomeccanica che lo rendono eccezionalmente forte e nello stesso tempo molto delicato. Assolve due funzioni principali: garantisce mobilità ed al contempo mantiene la stabilità durante la stazione eretta ed i processi deambulatori. All’interno dell’articolazione possiamo riconoscere una componente ossea ed un apparato capsulo-legamentoso con formazione tendinee. I legamenti sono aiutati , nel loro compito di stabilizzatori, dalla capsula e dai muscoli. I muscoli che stabilizzano il ginocchio sono Estensori e Flessori: tra i più importanti troviamo il Quadricipite. Questo muscolo è estremamente importante per la stabilità del ginocchio, ed è anche il muscolo a cui spetta la funzione di mantenere la rotula in asse. Il Quadricipite è un muscolo che però si indebolisce velocemente e il grado di stress a cui è sottoposto il ginocchio aumenta mano mano che la gamba si flette come nello sci. Tra i traumi più frequenti nella pratica sportiva dello sci i suddetti traumi del ginocchio sicuramente occupano i primi posti (circa il 45% di tutti i traumi).

– quello dovuto allo scarpone che al momento della caduta spinge la tibia in avanti diventando responsabile della rottura del legamento.

– quello in cui la parte posteriore dello sci provoca una rotazione del ginocchio in senso opposto rispetto alla sua normale modalità di movimento.

Una regolare preparazione fisica e atletica può contribuire a ridurre la frequenza dei suddetti traumi: occorre mantenere un tono muscolare valido ed efficiente, soprattutto dei muscoli della coscia (quadricipite e bicipite femorale) e della gamba. A tale pratica molto importante associare la ginnastica propriocettiva per la caviglia e per il ginocchio( Si dovrà obbligatoriamente dedicare del tempo alla stabilità dinamica e la prevenzione di episodi di instabilità) .Il protocollo dovrà quindi prevedere una progressione graduale del lavoro e la somministrazione di esercizi orientati verso gesti funzionali che il soggetto dovrà via via affrontare durante la pratica dello sciare . Tra gli esercizi consigliati ci sono tutti quelli che richiedono equilibrio e coordinazione, quindi si parte con esercizi a carico naturale o con l’utilizzo di cavigliere con peso, con flessioni ed estensioni dell’arto, isometria a ginocchio flesso ed esteso e a varie angolazioni ( 30° 60° 90°); la ginnastica propriocettiva con tavolette o pedane ,palle,TRX, squat bi e monopodalici, lo step ,lunge walking, affondi e squat in destabilizzazione e tutti quelli che mettano a dura prova la catena estensoria dell’anca.

Quello che non tutti sanno, inoltre,secondo l’antica medicina cinese , è che l’alterazione funzionale dell’intestino si ripercuote su dei muscoli a distanza secondo un preciso motivo e collegamento, in questo caso il Quadricipite. E’ bene quindi curare anche l’alimentazione e ristabilire l’eubiosi intestinale prima di mettere in moto i vostri muscoli.