Ultimamente per moda o vedendo dei video di soubrette sui noti social network ,si ha la tendenza ad imitare e soffermarsi su esercizi difficili o scenografici tralasciando tutto quello che c’è alla base di una metodologia complessa come il Pilates , dei suoi principi e tutto il lavoro che c’è per arrivare ad eseguire movimenti complessi.

Si commette quindi l’errore di non percepire la respirazione o aver capito l’importanza del diaframma, del pavimento pelvico, delle scapole e delle spalle, rendendo così un esercizio banale e trasformando la lezione di Pilates in una semplice tonificazione.

Il Pilates Matwork comprende esercizi a corpo libero o con piccoli attrezzi con lo scopo di sensibilizzazione, mobilizzazione e stabilizzazione di tutto il corpo. Viene pertanto sviluppato un programma specifico per ogni tipologia posturale prediligendo l’attenzione sull’equilibrio dell’assetto corporeo, sull’armonia e sulla consapevolezza del movimento. Quindi ad esempio prima di iniziare una sequenza di questa complessa disciplina, sarebbe necessario all’inizio ricordare ogni principio e i cardini che la regolano:

  1. Partendo da posizione supina iniziate a porre le mani sulle ultime costole del torace e a percepire la respirazione toracica bassa o laterale e la consapevolezza del ruolo del diaframma.
  2. Poi bisogna iniziare ad attivare il Centro composto dalla parete addominale, il pavimento pelvico e i muscoli posteriori della colonna.Quindi iniziate da supini e con le gambe piegate , a respirare come nell’esercizio iniziale e ad attivare il pavimento pelvico immaginando di “trattenere la pipì e stringendo l’ano” .
  3. Iniziate a percepire la posizione del bacino in Neutro e cioè quando il corpo trova la posizione che permette alla colonna e agli arti che lo circondano di muoversi con la massima ampiezza e controllo nello spazio. Ad esempio eseguendo l’esercizio dell’orologio con il bacino, spostandolo in corrispondenza delle diverse ore.
  4. Bisogna inoltre percepire il ruolo delle scapole e delle spalle ” basse”in posizione in piedi e supini con scapole in adduzione e le braccia aderenti al pavimento partendo dalla punta della spalla fino ad arrivare alla mano .
  5. La stabilizzazione del bacino non rigidità ma una forma di bilanciamento.
  6. Quindi lavoriamo sul controllo della parete addominale e non sul rafforzamento.
  7. Incrementiamo la mobilità della colonna vertebrale percependo che il movimento deve essere fatto controllando ogni singola parte e vertebra come una “collana di perle” .
  8. Eseguire infine degli esercizi di Stabilizzazione e Mobilizzazione della scapola.

Preparare a percepire cosa si andrà a sensibilizzare nei vari esercizi base, intermedi e avanzati è importante per non banalizzare i vostri movimenti  e per non perdete di vista l’obiettivo di mantenere i 6 principi del Pilates ( Respirazione, Concentrazione, Controllo, Baricentro, Precisione, Fluidità).

Pilates era solito dire che ” non conta ciò che stai facendo ma come stai eseguendo ciò che fai”.