Capita spesso di ascoltare donne sedentarie o con scarsa attività fisica alle spalle, affrontare psicologicamente la gravidanza come se fosse un problema , con la paura nel fare attività di ogni tipo e che possa creare problemi al feto. Ma seguendo un protocollo specifico, si può aiutare la futura mamma ad avere meno complicanze durante la gravidanza, avere un travaglio più breve, ridurre la probabilità di un parto cesareo, lacerazioni tissutali e aborti spontanei. Cerchiamo di capire come.
Bisogna considerare che a livello fisiologico la gravidanza porta ad un aumento dei livelli ormonali per prepararsi al travaglio e nutrire il feto, un aumento del volume del sangue , della massa ematica e conseguente consumo di ossigeno, della frequenza cardiaca per sforzi eccessivi , della risposta ventilatoria a riposo, un’ ipoglicemia per gli sforzi eccessivi e disturbi gastrointestinali.
A livello scheletrico invece si ha un aumento della lordosi lombare per aumento del peso e della presenza del feto con conseguente accorciamento dei muscoli lombari, aumento della cifosi dorsale causato dall’aumento volumetrico del seno, riduzione del controllo orinario dovuta alla pressione dell’utero sulla vescica, rilassamento dei legamenti e muscoli per aumento della relaxina e separazione dei muscoli addominali.
Risulta quindi determinante per la salute della madre l’attività fisica, che può essere praticata seppur con intensità e volume moderati e senza problemi per la presenza del feto.
Prima di iniziare il programma bisogna tener conto di alcune regole: bisogna evitare attività intense soprattutto in giornate calde e umide e nei primi 28 giorni che possa creare ipertermia fetale, bisogna lavorare con pause frequenti e recuperi lunghi per non accentuare la risposta ipo-glicemica e allenarsi in luoghi ariosi e ventilati ,bere frequentemente acqua per idratarsi. Nella fase iniziale bisogna fare un riscaldamento di tutto il corpo e analitico dei vari distretti corporei, l’esecuzione degli esercizi deve essere lenta e controllata. Dopo i sei mesi evitare la posizione e conseguente sindrome da ipotensione supina dovuta alla compressione della vena cava da parte dell’utero ,per minore afflusso di sangue al cuore e privare il bambino di ossigeno.
Bisogna quindi fare esercizi che possano aiutare la donna allo svolgersi del travaglio, esercizi che mirino a correggere le modificazioni legate alla gravidanza, come ad esempio migliorare il tono dei muscoli degli arti inferiori per una migliore stabilizzazione articolare, circolazione e drenaggio liquidi in eccesso, un lavoro specifico sui muscoli del cingolo scapolo omerale e sui muscoli della cuffia dei rotatori, esercizi sul tono dei muscoli di stabilizzazione del tronco, obliqui e trasverso , esercizi di respirazione diaframmatica, di elasticizzazione e attivazione del pavimento pelvico e un lavoro finale sulle componenti posturali per alleviare i dolori di schiena con il metodo Mezieres. Tutto questo vi permetterà non solo di affrontare al meglio la gravidanza , ma di ridurre anche i tempi di recupero post-parto.